Effetti collaterali del trattamento del tumore alla prostata: un aiuto dallo Yoga

Lo yoga è una pratica millenaria, che affonda le sue antichissime radici in India, come disciplina legata alla meditazione e alla spiritualità. Negli ultimi decenni, anche in Occidente, molti scelgono lo yoga per i benefici apportati a spirito, mente e corpo.

Da oltre trent’anni, la comunità scientifica internazionale si interroga sugli effetti dello yoga, portando alla luce riflessioni e risultati sempre sorprendentemente positivi.

Questa pratica, infatti, riduce i livelli di stress con implicazioni benefiche su patologie importanti, come ipertensione e depressione, aiutando anche a mantenere il cuore in buona salute e a distendere i muscoli.

Uno studio dell’Università della Pennsylvania, pubblicato di recente sulla prestigiosa rivista International Journal of Radiation Oncology, Biology and Physic, si è concentrato sugli effetti dello yoga nei pazienti colpiti da tumore alla prostata; in particolare, è stata valutata l’efficacia della disciplina nel contrastare i disturbi causati dalla radioterapia.

Lo yoga può aiutare i pazienti durante la radioterapia?

Durante il trattamento radioterapico del tumore alla prostata, gli effetti collaterali coinvolgono diverse aree del corpo. I i disturbi più comuni sono:

  •        stanchezza eccessiva;
  •        disfunzione erettile e peggioramento dell’attività sessuale;
  •        incontinenza urinaria;
  •        aumento del livello di stress.

Lo studio mostra una soluzione innovativa per contrastare gli effetti collaterali della radioterapia, proprio grazie allo yoga. Praticandolo, infatti, si rafforzano i muscoli del pavimento pelvico e si ha così un sensibile miglioramento dell’incontinenza urinaria e, più in generale, delle disfunzioni erettili, favorendo un maggiore afflusso sanguigno nell’area pelvica.

L’indagine ha dimostrato che anche la sensazione di stanchezza e l’aumento di stress diminuiscono dopo circa 5 settimane di allenamento, facendo leva sulla componente emotiva di socializzazione correlata agli incontri che lo yoga prevede, almeno due volte a settimana.

Quali pazienti possono praticare questa disciplina?

È molto incoraggiante sottolineare che il test è avvenuto su persone che non avevano mai praticato yoga, incapaci quindi di affrontare posizioni troppo impegnative durante gli esercizi.

I benefici osservati da questo studio sono quindi facilmente raggiungibili da tutti i pazienti, che non presentano limitazioni nella propria autonomia, con il semplice aiuto di un personal trainer qualificato.

Lascia un commento