Varicocele: ecco come affrontare al meglio la convalescenza

Sos varicocele? Per molti uomini è così, ma niente paura, dopo l’intervento si può tornare a star bene, basta seguire qualche semplice consiglio. Ma andiamo con ordine, iniziando con lo spiegare cosa è il varicocele e come si cura.

Il varicocele: un disturbo comune

Per varicocele intendiamo una dilatazione delle vene spermatiche, cioè delle vene che portano via il sangue dal testicolo, cui spesso si accompagna reflusso di sangue durante l’aumento della pressione addominale (ad esempio, quando ci si sforza un po’ troppo in palestra).

A livello delle vene dilatate, chiaramente, il sangue rallenta la sua velocità di flusso, come fosse un fiume che rallenta la sua corsa quando sbocca in un lago; il sangue, che rimane a contatto con il testicolo, ne aumenta la temperatura, creando ipotetici problemi alla spermatogenesi e allo sviluppo del testicolo (leggi anche Qualità dello sperma, varicocele, temperatura scrotale e bagni derivativi: quello che dovresti sapere).

Non esiste comunque in letteratura una chiara documentazione scientifica di tutti questi avvenimenti. Una volta diagnosticato, con visita andrologica, ecocolordoppler dei vasi spermatici e spermiogramma, si procederà (se il paziente lo richiede) all’intervento chirurgico, che può essere eseguito con il classico piccolo taglio a livello della spina iliaca anteriore superiore, con accesso scrotale, per via laparoscopica o con la scleroembolizzazione, attraverso cioè una vena del braccio.

Varicocele: consigli per il periodo post-operatorio e la convalescenza

Dopo l’intervento, gestire il ritorno alla normalità non è sempre semplice e, a volte, il paziente si sente come abbandonato. Ecco, dunque, qualche consiglio per vivere al meglio il periodo post-operatorio.

Come auto-medicarsi dopo l’intervento?

Non bisogna essere dei medici per farlo. Fiducia in se stessi quindi! È sufficiente applicare mattina e sera lo iodio povidone (betadine) con una garza imbevuta e ricoprire con la garza stessa.

Cosa fare in caso di dolore o sanguinamento?

Nelle prime 24/48 ore, può essere utile l’applicazione di ghiaccio che ha la capacità di stringere le piccole arterie e vene e inoltre ha una buona azione anestetica.

Si possono anche fare dei bagni derivativi per mezzo di un apposito cuscinetto (clicca qui per vedere le offerte su Amazon) che si raffredda in frigorifero o in congelatore.

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E se il testicolo fa male?

Anche questo è un fenomeno abbastanza frequente, spesso associato alla presenza di un ematoma. Nei primi giorni basta assumere un antidolorifico.

Si può fare il bagno o la doccia?

I punti di sutura sono riassorbibili e quindi tendono a cadere spontaneamente dopo 2/3 settimane. Inizialmente, è preferibile non far venire a contatto la ferita con l’acqua per evitare il rischio di infezioni e di apertura dei punti.

Successivamente, una doccia veloce è consentita. Immersioni nell’acqua, bagno compreso, solo a cicatrizzazione avvenuta. Un po’ di pazienza.

Attività fisica? Non c’è fretta!

Dopo l’intervento, si consigliano almeno due giorni di riposo, con ripresa poi progressiva di un’attività leggera. L’attività fisica vera e propria non prima di due settimane. A sei mesi, è bene effettuare una visita di controllo conecocolordoppler  e spermiogramma.

Chiaramente, nella scleroembolizzazione (quella attraverso la vena del braccio) non esistono punti e/o ferite e quindi molte delle indicazioni date in questo articolo non devono essere considerate.

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