Varicocele: le modalità di intervento

Il varicocele può essere un nemico insidioso per la salute dell’uomo. Si tratta infatti di una delle patologie più frequenti a carico dell’apparato riproduttore maschile, ma niente paura: esistono diverse modalità di intervento che permettono di contrastare, con successo il varicocele. Vediamo insieme quali sono.

Va detto anzitutto che il varicocele è una dilatazione delle vene del testicolo, in particolare della vena gonadica, che funge da principale circolo venoso di quest’area.

Lo scopo dell’intervento chirurgico per varicocele, quindi, è quello di interrompere la dilatazione patologica che si è venuta a creare a carico della vena gonadica interna, in modo da permettere la formazione di vie venose “secondarie”, attraverso altre vene, quali la deferenziale e la gonadica.

L’intervento può essere eseguito con diverse tecniche che possono essere:

  •        addominali
  •        inguinali
  •        radiologiche (radiologia interventistica)

Vediamo insieme in cosa consistono e quali sono i pro e i contro delle tre tecniche.

Intervento per varicocele: le tecniche addominali

Le tecniche addominali possono essere eseguite con accessi classici, attraverso una minima apertura della parete addominale, oppure possono essere eseguite per via laparoscopica. Avete paura dell’intervento? Tranquilli, non sentirete dolore: l’operazione prevede una anestesia generale o una anestesia spinale.

Le tecniche addominali comprendono le tecniche di Palomo e di Ivanissevich, che prendono il nome dai loro chirurghi ideatori. Le due tecniche si differenziano nell’approccio. La prima, esegue una legatura alta in sede retro peritoneale; la seconda, la tecnica di Ivanissevich, prevede una legatura più bassa a livello dell’anello inguinale interno.

Queste modalità di intervento hanno il vantaggio di essere di facile esecuzione e quindi “semplici” per un chirurgo esperto.

I contro? Inutile negarli: si avrà l’apertura dell’addome, la necessità dell’anestesia e la possibilità nel 10% di esitare in un idrocele post-operatorio.

Intervento per varicocele: le tecniche inguinali e sub-inguinali

Le tecniche inguinali e sub-inguinali sono più complesse e richiedono sia maggiore esperienza professionale sia l’ausilio di lenti di ingrandimento.

In pratica, viene effettuata una legatura a carico delle vene del plesso pampiniforme, a livello inguinale o scrotale alto, prima che convergano nella vena gonadica. È come se volessimo chiudere una autostrada non bloccando direttamente l’autostrada stessa, ma bloccando le strade che vi confluiscono.

Si può eseguire una legatura microchirurgica oppure si può utilizzare una sostanza sclerosante 

E’ utilizzata per chiudere le vene varicose, attraverso l’iniezione nelle vene, che così tendono a incollarsi tra loro. (scleroembolizzazione anterograda). In mani esperte, sono sicuramente tecniche mini invasive e permettono di ottenere ottimi risultati funzionali.

Intervento per varicocele: le tecniche radiologiche

Le tecniche radiologiche, che sono a carico del radiologo interventista, sono sicuramente ancor meno invasive e quasi eseguibili a livello ambulatoriale.

Vengono utilizzate delle sostanza sclerosanti che vanno a sclerotizzare le vene target. Si può procedere dalla vena femorale, e quindi dalla gamba, passando dalla vena cava inferiore, la vena renale e quindi la gonadica, oppure dal braccio, vena cava superiore, cavità cardiache, vena cava inferiore renale e gonadica.

Anche questa tecnica però ha i suoi contro. Lo svantaggio di questa tecnica è l’esposizione alle radiazioni e l’attraversamento di strutture di vitale importanza. In mani esperte e competenti resta comunque un’ottima metodica.

Abbiamo visto insieme le modalità di intervento a cui si può ricorrere in caso di varicocele. Va però ricordato che il varicocele è una patologia spesso asintomatica, soprattutto nelle fasi iniziali, ma la sua diagnosi è abbastanza semplice e le terapie hanno un ottima riuscita se adottate nei modi e nei tempi opportuni. Ricordate di sottoporvi ad una visita andrologica una volta l’anno, e non sottovalutate eventuali campanelli d’allarme.

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